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Un sito pirata sull’isola dei pirati? Troppo facile (forse) il gioco di parole, ma la notizia è che il governo di Antigua ha deciso di aprire un portale per la vendita di film, musica e software scaricati illegalmente. Dal governo locale arriverebbe così una sfida al mondo delle majors americane, come riporta l’edizione elettronica della Bbc.

LA BATTAGLIA - Il Paese caraibico avrebbe intrapreso questa battaglia per una sorta di vendetta nei confronti degli Stati Uniti che – nel frattempo – hanno imposto una legislazione molto rigida sul gioco d’azzardo online, autentico core businessdell’economia antiguana. Washington avrebbe bloccato l’accesso a molti siti del settore originari dell’isola, rileva un articolo di Torrent Freak. E questa decisione avrebbe messo in ginocchio «un industria miliardaria, che occupava quasi il 5% della popolazione, si è ridotto praticamente a zero», spiega Carl Roberts, Alto Commissario di Antigua a Londra, giustificando così la «rappresaglia» commerciale del governo di Saint John’s.

L’APPROVAZIONE - A suffragare l’intemerata governativa l’approvazione da parte del World Trade Organization (l’organizzazione mondiale del commercio): «Non ci sono enti al mondo che possano impedircelo», ha rincarato Mark Mendel, rappresentante legale del governo Antigua, vicino al dossier ed esperto di copyright. Di più – rilevano i giornalisti di Torrent Freak – l’ipotesi successiva è che il futuro sito potrebbe proporre un abbonamento di cinque dollari al mese per accedere senza limiti a tutti i contenuti. Un’idea terrorizzante per tutta l’industria dell’audiovisivo e che avrebbe messo sull’attenti anche la Casa Bianca, data la pervasività (e la straordinaria liquidità) delle majors Usa anche nelle campagne elettorali a stelle e strisce. Tale da condizionarne l’esito. Ma i consumatori di tutto il mondo in fondo ci sperano. Sarebbe una straordinario ammortizzatore sociale per il ceto medio globale. Contenuti gratis per tutti. Su un sito. Pirata. Di Antigua.

 

corriere.it

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