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MILANO – Una vita in prima linea in molte battaglie per i diritti della donne. Milano dice addio al ginecologo Mauro Buscaglia. Il primario di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Carlo che a novembre era stato premiato con l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, è morto nelle prime ore di questa mattina, intorno alle 3.40. Piemontese di nascita, 66 anni (era nato a Pisano, paesino a due passi dal confine con la Lombardia), milanese d’adozione, il ginecologo si era trasferito nel capoluogo lombardo negli anni dell’università. Poi la carriera da ginecologo. Buscaglia era noto per la sua posizione di medico non obiettore, ma sostenitore della vita.

«Si è spento dopo una lunga malattia, vissuta sempre con discrezione e dedizione per il proprio lavoro», fa sapere la Fondazione Giorgio Pardi che esprime il suo cordoglio: «Milano perde un grande medico e ginecologo che ‘sapeva, sapeva fare, sapeva esserè. Ha sempre combattuto dalla parte delle donne». Buscaglia lascia la moglie Anna e i figli Francesco e Giovanni. I funerali in forma civile si terranno lunedì mattina nel ‘suò ospedale, verrà poi ricordato pubblicamente nel pomeriggio dai suoi amici a Nebbiuno, il paese sulle colline della sponda piemontese del Lago Maggiore dove era cresciuto. Buscaglia, ricorda chi gli è stato a fianco, dirigeva uno dei più importanti punti nascita della Lombardia. Un ospedale di ‘trinceà, dove si assistono molte mamme in situazioni difficili, e tante donne extracomunitarie.

Buscaglia, ricordano gli amici dell’ambiente sanitario, «proprio perchè consapevole delle molteplici difficoltà che queste donne incontrano, si era fatto promotore di un Centro Aiuto per la Vita. Avendo verificato che molte donne extracomunitarie chiedevano l’aborto per ragioni esclusivamente economiche, anche a seguito di alcuni colloqui con il Cardinal Martini, Buscaglia si era convinto che era necessario indicare delle alternative per il futuro e degli aiuti a quelle richieste di aborto».

Amico delle donne
, al loro fianco nella convinzione che «devono poter scegliere ciò che è meglio per loro in ogni momento», ma anche schierato dalla parte della vita. Buscaglia è stato il primo firmatario del ricorso (vincente) al Tar nel 2008 nei confronti della decisione del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni di mettere in discussione la legge 194 sull’aborto, mediante un regolamento che riduceva da 24 a 22 le settimane entro cui era possibile abortire per le ragioni previste dalla legge. Il ginecologo, assieme agli altri firmatari, chiedeva il rispetto della legge. Per la sua lunga attività professionale, aveva ricevuto dal Sindaco Giuliano Pisapia e dal presidente del Consiglio del Comune di Milano l’Ambrogino d’oro 2012, che il Comune di Milano assegna in occasione della festività del Santo patrono della città.

 

 

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