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Si sta preparando il sinodo sulla famiglia presentato ieri dai cardinali Baldisseri ed Erdo. Il testo servirà come base per la discussione che si aprirà in autunno. Al centro di molte discussioni tra i vescovi le aperture pastorali (o meno) alle nuove realtà familiari, le coppie divorziate e risposate, i figli delle coppie omosessuali, il calo vertiginoso delle nozze in chiesa e dei battesimi, soprattutto in Europa.

La visione aperturista di molti vescovi europei e nordamericani, orientati a prendere atto dei cambiamenti avvenuti nelle società occidentali, non trova troppi consensi tra gli episcopati asiatici e africani, dove le società sono ancora fortemente tradizionali, e dove gli strappi culturali che sono maturati in Europa non vengono capiti, anzi sono fortemente osteggiati.

Veniamo all’argomento che interessa molti: la questione dei divorziati risposati.

Essendo il matrimonio cattolico quel sacramento che unisce l’uomo e la donna indissolubilmente, dal punto di vista religioso, per la chiesa non esistono i divorziati.

Ai divorziati civilmente non è proibito accedere al sacramento della Comunione.

Altra cosa avviene per i divorziati risposati. Nel vangelo di Matteo è scritto: “chiunque ripudia sua moglie la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata commette adulterio con lei”. Dunque il problema non è dato dal divorzio civile ma dal peccato di adulterio che Tizio commette se, già sposato cristianamente con Caia, convive o sposa civilmente Sempronia dato che è già sposato indissolubilmente con Caia.

Spero che tutti i buoni cristiani sappiano che per accedere al sacramento della Comunione è necessario essere in grazia di Dio ovvero con la coscienza pulita da ogni peccato mortale. Come insegna il catechismo della chiesa cattolica per confessare un peccato e riceverne assoluzione bisogna che si verifichino delle condizioni particolari e tra queste il dolore e pentimento per i peccati commessi e il proponimento e la volontà assoluta di non commetterli più. Dunque come assolvere l’adultero che al termine della messa tornerà al suo adulterio??

Il Papa consentirà di ricevere la comunione anche ai peccatori che non potrebbero non essere assolti in confessionale perchè non sono pentiti delle loro azioni e si ripropongono di continuare a peccare essendo risposati?

Vogliamo pensare che nessun Papa possa arbitrariamente modificare la dottrina bimillenaria della Chiesa nè tanto meno infrangere i comandamenti (sesto: non commettere adulterio) o che vada contro le parole stesse di Gesù (quello che Dio ha congiunto l’uomo non lo separi – Mt. 19,6). E’ vero che Gesù perdonò l’adultera ma le disse anche “va e non peccare più”.

Tanto per fare chiarezza.

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