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Un padre separato dovrebbe sempre aver chiaro che si resta genitori per sempre.

E questo va detto sia al papà che teme – con la separazione – di perdere quel contatto, quel filo rosso che lo legava ai figli prima della separazione, sia al papà che tende a svignarsela ed abbandonare il proprio ruolo di padre. Ai primi va detto che i figli avranno sempre chiaro chi è il loro papà e impareranno a conoscerne le nuove abitudini, le assenze e le presenze, il nuovo linguaggio ed il modo per poter essere in contatto con lui e – anche se con fatica – riusciranno a riorganizzare tempi e modi di un rapporto fondamentale per la loro crescita. Ai secondi va detto che proprio per quanto appena detto, ogni loro assenza e ogni loro rinuncia a svolgere il proprio ruolo di padre creerà una ferita indelebile nel mondo affettivo dei loro figli ed un grave danno alla loro crescita. 

La mia personale esperienza sul campo però mi spinge ad affermare che i casi in cui il padre, per scelta, decide di allontanarsi dai figli salvo poi attribuire colpe alla ex moglie,  in un tentativo maldestro di ripulirsi la faccia al cospetto della società, dei parenti, degli amici, sono i casi più diffusi. E i più tristi.

Impegnati come sono nel vivere la loro nuova, libera, entusiasmante vita, questi padri di fatto scompaiono, delegano, non sanno, non si preoccupano, non partecipano della vita dei loro figli, non si fanno vivi per settimane.

Si rifanno una famiglia nella quale spesso la nuova moglie è di ostacolo alla frequentazione dei figli nati dal primo matrimonio. La vera e propria matrigna di cui si legge nelle favole, la strega che tiene in pugno il coglione di turno. Perchè solo un coglione può scegliere di abbandonare moralmente un figlio per non suscitare la gelosia della  nuova compagna. Solo un uomo privo di spina dorsale sceglie di dedicarsi esclusivamente alla nuova famiglia rinnegando del tutto la precedente. Solo un quaquaraqquà sceglie scientemente di riservare ruoli di serie A e di serie B ai figli nati dal primo e dal secondo matrimonio, prediligendo il salvaguardare la pace familiare della sua NUOVA famiglia. Accontentando tutti i capricci dei  figli nati dalla nuova relazione e sottoponendo a sacrifici e rinunce quelli nati dal vecchio. Padri che  piangono miseria con i vecchi figli per i quali fanno cadere niente altro che le briciole dalla loro mensa, mentre a quelli nuovi non manca nulla anzi hanno il superfluo. E si recano all’estero con i nuovi figli quando i vecchi stanno a casa ad aspettare un regalo di compleanno o di laurea che non arriverà mai. O se mai deciderà di essere così magnanimo dal farlo recapitare, sarà un dono sceso dall’alto, comprato con grossi sacrifici, a cui solo dover essere riconoscenti in perpetuum. No, non funziona così!

Succede dunque che all’ennesimo viaggettino organizzato dalla gaudente nuova famiglia nientepopodimeno che in quel di Londra, la figlia Cenerentola di primo letto si sfavi di brutto e sotto le foto sbattute beffarde nella bacheca del padre, la mattina successiva la pubblicazione delle foto “osi” scrivere un commento: “mi risulta che tu fossi in difficoltà economiche. Evidentemente la cosa riguarda solo me. Firmato tua figlia”. Ohhhh. Apriti cielo. Nella serata, allorquando i gaudenti aprono la loro pagina facebook, è un telefonare e messaggiare continuo con la richiesta pressante di cancellare il commento. Commento che prova non solo le bugie che vengono di volta in volta sciorinate alla figlia Cenerentola riguardo la situazione patrimoniale del padre, ma che possono far indurre a pensare, i poco informati che la famigliola gaudente, al contrario dal suo tenore di vita elevato mostrato, versi in realtà in condizioni economicamente critiche. Dunque telefonate e messaggi che provenendo da Londra hanno un costo non solo per chi le effettua ma per chi le riceve. Non solo il padre della figlia Cenerentola si prodiga in millemila messaggi che invitano a cancellare il post incriminato ma badaben badaben interviene anche la di lui moglie. Perchè a suo dire nel commento “viene coinvolta anche lei e le SUE bambine”. Ora, l’ingerenza della signora ci pare assai fuori luogo. Come lo è stata sempre. Fin da quando agli albori della sua storia d’amore con un uomo sposato osava interferire in un matrimonio. Ma come? Proprio lei che proviene da una famiglia cattolica, cristiana, praticante? Che non perde una funzione domenicale? Che non fa neppure festeggiare Halloween alle di lei figlie perchè la ritiene “la festa del diavolo”??? Ehehehe. Si dai, i soliti cristiani bigotti di pura facciata, ci siamo intesi. Dunque la signora interviene a salvaguardare la sua (e quella delle di lei figlie) preziosissima facciata di signora bene, inserita in un tessuto sociale bene che si è guadagnata sposando il marito di un’altra giacchè la sua provenienza era modesta. Cosa? Un pidocchio rifatto? mi suggeriscono dalla regia. Si, può darsi…Insomma le SUE figlie vanno salvaguardate mentre il padre si limita a guardare la figlia Cenerentola che soccombe agli attacchi della signora moglie. Padre codardo che sfugge da qualsiasi responsabilità. Che si fa comandare a bacchetta da una strega. Che permette l’ingerenza della moglie nel rapporto ormai evidentemente e inesorabilmente deteriorato dal comportamento menefreghista che lo stesso padre ha tenuto per lunghi anni.

La storia rivisitata di una moderna Cenerentola, si risolve con la cancellazione dell’intero post da parte della famiglia gaudente dopo una buona ora tra telefonate e messaggi. La figlia Cenerentola d’altro canto non mostrava cenni di ravvedimento nè tantomeno era incline a soddisfare la richiesta di cancellazione del suo commento ritenendolo una verità incontrovertibile.

Quanti sono gli uomini che voltano le spalle ai figli???  Son più di quanti immaginiamo.

Un uomo così l’ho anche sposato.

 

Loana Fortin (ex) Romani

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