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Gaia Gozzi, la portavoce del comitato...

Quasi come sparare sulla croce rossa. Così mi sento nel commentare il fragoroso FLOP dell’iniziativa che ha visto coinvolti 10100 cittadini pratesi che tra speranze, dubbi e certezze granitiche hanno firmato una petizione svariati mesi fa.

Dal momento in cui è nata la petizione, dai fatti pregressi, dalla liaison con altri gruppi ben poco apolitici, ho ritenuto fin da subito che tutta la faccenda sarebbe tragicomicamente naufragata. Non sono intervenuta prima.
Ho voluto dare un’occasione ai promotori, di dimostrare di che pasta fossero fatti. Ho, dunque, evitato di dare una mia opinione a caldo sia durante i vari passaggi, che sull’intera iniziativa.
Ora che l’epilogo pare segnato posso accingermi ad esprimere il mio punto di vista. Una faccenda pensata male, nata peggio ed evoluta tragicomicamente.
Un corposo ma necessario excursus.
Nel tardo autunno la città era stata protagonista di un triste servizio realizzato dalle Iene (chiamate in causa dal famosissimo gruppo facebook “prato si ribella a qualsiasi sistema di illegalità”) giunte a filmare il degrado della zona duomo e stradine limitrofe. Dunque dopo il servizio di italia uno comincia un fuggi fuggi generale degli spacciatori verso altre zone della città fino a quel momento interessate abbastanza marginalmente dal fenomeno. Quello che era facilmente prevedibile, ovvero che gli spacciatori e i tossicodipendenti subissero non una vera repressione ma solo una migrazione, si stava avverando.
Il degrado raggiunge dunque ben presto piazza san marco e viale veneto. I residenti e i commercianti della zona insorgono. A marzo parte una petizione. In questo periodo gli organizzatori incontrano anche sindaco, prefetto e questore. “In questa occasione – puntualizza Biffoni – io avevo proposto, insieme a prefetto e questore, di lavorare insieme in un percorso comune. Da allora, però, non ho più avuto notizie se non quelle che ho letto negli articoli di giornale”. 
La portavoce e una delle promotrici è la signora Gaia Gozzi.
L’obiettivo della petizione: chiedere a Matteo Renzi un decreto legge per Prato – il primo nella storia chiesto su iniziativa dei cittadini – dove si invoca l’aiuto del Governo per contrastare il fenomeno della droga, quello dell’immigrazione clandestina,  combattere i reati di varia natura,  più protezione e sicurezza. Di seguito potete leggere il contenuto della petizione
PETIZIONE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Noi cittadini di Prato, a causa dei gravi episodi di criminalità che si verificano QUOTIDIANAMENTE nelle strade della città, tra cui: OMICIDI, DANNEGGIAMENTI, RAPINE, FURTI, SPACCIO DI DROGA, RISSE, e che mettono sistematicamente in pericolo la nostra incolumità e quella dei nostri figli, preso atto delle difficoltà nella gestione del fenomeno da parte delle autorità civili e delle difficoltà di coordinamento delle medesime, oltre che delle carenze strutturali della pubblica amministrazione per affrontare un fenomeno di simile portata, chiediamo che il Governo, stante l’urgenza della situazione in cui versa Prato, vari un decreto legge per adottare i seguenti provvedimenti:
1. La predisposizione di un Piano Straordinario per la sicurezza che predisponga tutte le misure necessarie per ripristinare la normalità e la tranquillità nella città di Prato;
2. L’aumento di 1/3 delle forze dell’ordine presenti a Prato e il loro utilizzo stabile su tutta l’area, anche e soprattutto nelle ore notturne;
3. Il raddoppio dei magistrati della Procura della Repubblica e del Tribunale con funzione penale della circondario di Prato (senza diminuzione degli organici dei giudici civili);
4. La riapertura di carceri dismesse per consentire l’afflusso dei detenuti.
Un progetto ambizioso. Debitamente pubblicizzata dai giornali locali, la petizione raggiunge in circa due mesi 10100 firme. Si chiude il 2 giugno alle ore 18:30 allorquando portavoce e promotori si danno appuntamento all’edicola in San Marco “per festeggiare la chiusura della Petizione dei cittadini pratesi con un aperitivo in un locale scelto da noi domani (si accettano proposte!!). L’invito naturalmente è rivolto alla Gaia e Patrizio, Lara La Meglio, Lidja, Francesca Cadeddu, Gianluca, Vincenzo De Biase , Enrico , Stefano e a chi vuole unirsi a noi per festeggiare insieme” (così si legge nel gruppo facebook creato per la petizione) .
Ed è proprio da qui in avanti che la faccenda si ingarbuglia.
Chiusa la petizione, finiti i festeggiamenti, spenti i riflettori, si trattava di inviare le 10100 firme raccolte, al destinatario (che secondo gli organizzatori doveva essere niente poco di meno che il presidente del consiglio). Dunque la portavoce invia il tutto all’ufficio di presidenza del consiglio. A stretto giro di posta, il 9 giugno, l’ufficio di presidenza risponde che la richiesta del gruppo deve essere inviata ad un altro ufficio che ha la competenza per l’assegnazione: “Gentile dottoressa Gozzi, non è possibile per il Presidente del Consiglio fissare un incontro per la presentazione della petizione da voi promossa. Per la sicura presa in carico e la sottoposizione al Presidente, la preghiamo di inoltrare il testo e le firme all’indirizzo pec usg@mailbox.governo.it, competente all’assegnazione“.
Se l’italiano non è un’opinione quello che si legge e si capisce è che la petizione è stata inviata all’ufficio sbagliato. L’ufficio “sbagliato” da indicazioni su quale sia l’ufficio “esatto” al quale rivolgersi.
Invece di fare un umile e doveroso mea culpa, per aver indirizzato la petizione ad un ufficio che non poteva prenderla in carico, i promotori nelle vesti della loro portavoce, insorgono contro “la burocrazia e i troppi formalismi“.
A questo punto i cittadini firmatari si aspettavano che la petizione fosse inviata all’indirizzo corretto. Ma niente trapela a riguardo. Ne’ dai promotori, nè dai giornali.
Dopo due mesi di silenzio, ieri, 2 agosto, la notizia che la portavoce intende consegnare la petizione al sindaco il quale a sua volta dovrebbe, nelle intenzioni dei promotori, recapitarla a Renzi. La risposta del sindaco Biffoni è questa: ” Si è già avviato un preciso percorso istituzionale con il governo proprio sui temi indicati nella petizione: c’è stato un primo incontro al Csm sulla questione del numero dei magistrati, mentre, come sottolineato dal sottosegretario Lotti, a settembre all’ordine del giorno del Tavolo per Prato ci sarà proprio la questione del potenziamento dell’organico degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine”.
“Sono convinto che si sia persa un’occasione – dice ancora il sindaco -. Il potenziale dell’iniziativa poteva essere giocato meglio se si fosse riusciti a fare un vero lavoro di squadra con tutte le componenti della città. Invece ognuno è andato per conto suo: non dimentichiamo che anche il centrodestra ha presentato un suo dossier (ricordiamo che contestualmente alla raccolta firme per la petizione da inviare a renzi fu organizzata dal centro destra un’iniziativa quasi analoga: una raccolta di suggerimenti e criticità rilevate a prato da inviare a Roma che è stata raccolta in un dossier consegnato a salvini …ndr). L’immagine data da Prato è stata quella di una città divisa e invece sarebbe stato molto più utile dare l’idea di coesione e unità d’intenti su un tema così delicato come quello della sicurezza”.

Il dossier sicurezza continua a spaccare il centrodestra, Longo e Milone attaccano la Lega

Sicurezza, il dossier del centrodestra consegnato a Matteo Salvini

Anche la raccolta effettuata dal centro destra pratese merita una particolare attenzione: il dossier sulla sicurezza in città, messo a punto con i suggerimenti dei cittadini, doveva servire a compattare le opposizioni ma in realtà si trasformò in una sorta di boomerang per il centrodestra pratese. Annunciato con tanto di grancassa mediatica e presentato alla città con una serata al cinema Eden, il dossier sulla sicurezza del centrodestra pratese  che doveva partire i primi di maggio, rimase invece a Prato. Saltò infatti, la trasferta a Roma di Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Prato libera e sicura e Prato con Cenni, che dovevano consegnare ai parlamentari di riferimento il dossier con le firme e le richieste dei cittadini sui temi della legalità, della sicurezza, del rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine e degli uffici giudiziari, certezza della pena. (Contenuti analoghi, richieste analoghe a quelle della petizione ndr).
Da Prato dunque non si mosse nessuno. Nonostante la grande pubblicità fatta all’iniziativa, nonostante l’invito ai pratesi a firmare e a compilare con proposte e suggerimenti le schede indirizzate al Governo Renzi, nonostante la serata organizzata per dare enfasi all’idea del centrodestra di farsi portavoce di tutte le istanze grazie ai parlamentari dei vari schieramenti, il viaggio a Roma non ci fu. Perché? Non era chiaro.  Resta il fatto che, all’esito di quanto avvenuto, l’emergenza sicurezza forse per il centrodestra pratese tanta emergenza non era.
Dopo questo annullamento alla chetichella, la decisione della Lega Nord di consegnare il dossier al solo Matteo Salvini arrivato in città a fine maggio, dimostrando, di fatto ancora una spaccatura nel centro destra.

Le conclusioni? Presto detto. A mio avviso, bene fa il sindaco a proseguire per la sua strada dal momento che un argomento che dovrebbe interessare tutti – la sicurezza nel senso più vasto e completo dell’accezione –  cittadini, commercianti, forze politiche di maggioranza e opposizione, risulta di fatto essere l’ennesima occasione per imporre un marcato individualismo. L’ennesima prova che ognuno (sia che si tratti di comuni cittadini, sia che si tratti di simpatizzanti di centro destra, sia che si scriva di opposizioni) bada a coltivare il proprio miserabile orticello. Un’opposizione che apre i suoi canali, con sue iniziative, con i suoi parlamentari al governo. Un gruppo di cittadini con in testa un suo progetto ambizioso: chiedere un decreto legge (il primo nella storia chiesto su iniziativa dei cittadini). Ed infine un Sindaco che segue la propria strada.

Una città divisa è una città che si vuole male. Una città divisa in se stessa non può reggersi.

Visti gli attori di questa ridicola pagliacciata, se il sindaco vuole procedere da solo, sinceramente, non posso biasimarlo.

Fonti:
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