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Nell’udienza di ieri, mercoledì 26 ottobre, papa Francesco torna a spronare i fedeli ad aprire le porte dei propri Paesi  E DELLE PROPRIE CASE AGLI IMMIGRATI . L’impegno dei cristiani – incalza il Santo Padre – in questo campo è urgente oggi come in passato”.

La soluzione al problema dell’immigrazione sta tutta nelle parole proferite dal pontefice dunque: se siete buoni cristiani, aprite la porta di casa vostra all’immigrato.

A Prato ci sono 750 immigrati.

A Prato ci saranno  750 buone famiglie cristiane e benestanti che potrebbero farsi carico di un immigrato a capoccia no?  E se non si riescono a trovare a Prato  750 famiglie di buoni cristiani,  fossi nei panni del Vescovo e dei parroci, mi preoccuperei seriamente per le anime dei fedeli pratesi…

I buoni cristiani benestanti, in quanto benestanti, dovrebbero quindi farsi carico anche dei costi per il mantenimento del clandestino: vitto, alloggio, istruzione, sanità proprio come se l’ospite fosse un familiare. (….Altro che paghetta statale di 500 euro mensili….)

Solo in questo modo si dimostrerebbe la vera solidarietà, il vero buon cuore degli italiani, il vero spirito di integrazione e il vero cristianesimo.

Se non siete capaci di fare questo, se non siete capaci di far seguire alle parole buone, anche i fatti buoni, siete solo fuffa che cammina….

Individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini, che hanno l’ingresso degno d’un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a squallide capanne.

Quanto a me (sempre più convinta che i buoni cristiani siano pura utopia)  sto con Goro…..

 

 

“Per me, odioso come le porte dell’Ade, è l’uomo che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un’altra”. (Omero)

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