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Le Iene sono tornate a Prato. Un giovane tossico: "Ne arrestano tanti ma dopo un mese sono tutti fuori"

Il giorno successivo alla prima incursione delle iene in città mi era già tutto chiaro: chi avesse scatenato Le Iene e perchè; cosa sarebbe cambiato e come; la fine che avessero fatto tossici e pusher.

E in realtà non perchè io sia un genio o abbia particolari facoltà preveggenti ma per una semplice questione di logica.

E la logica, a differenza della fantasia e delle chiacchiere da bar dello sport,  paga sempre.

Gran clamore dopo il servizio delle Iene datato 30 gennaio scorso che poneva l’accento sullo spaccio di droga nel centro città. Me li ricordo bene i tanti concittadini accorsi ad applaudire all’intervento “salvifico” della trasmissione di italia uno. Come se una trasmissione potesse risolvere qualcosa. Come se gli inviati avessero fatto uno scoop. Come se, investiti da chissà quale potere divino, avessero sollevato il coperchio del vaso di Pandora. Tanti gioivano, esultavano, del colpo mediatico messo a segno. Ma la massa, ignorante, non indaga a fondo sul “perchè” delle cose. Si ferma volentieri alla superficie. Non vede nessun “disegno”, nessuno scopo e nessun fine. Pecore di uno stesso gregge che si incamminano zelanti dietro il loro pastore ad ogni piè sospinto….Un gran applaudire per giorni, ma che dico giorni? settimane, ad un servizio televisivo che non fece niente altro e sottolineo niente altro che far passare alle luci della ribalta su scala nazionale un fenomeno, quello della tossicodipendenza e conseguentemente dello spaccio, già noto da decenni nella nostra città. Da quando il ritrovo di pusher (allora prevalentemente italiani) e tossici era il Castello Dell’Imperatore… Si parla di una trentina d’anni fa….

Ben presto cominciarono gli articoli a cadenza giornaliera sui quotidiani. Articoli nei quali si leggeva di mirabolanti arresti, di fantastici inseguimenti, di pusher ammanettati. E il gregge ancora ad applaudire ai salvatori della patria: Le Iene. Poi, progressivamente, negli articoli cominciò a spuntare la prima verità: che i pusher (prevalentemente nigeriani) non se n’erano andati, nè tantomeno avevano preso residenza nelle patrie galere, ma semplicemente avevano spostato di qualche centinaio di metri il loro quartier generale. La conseguenza al servizio della trasmissione televisiva intorno all’intera faccenda,  dunque, non poteva che essere una: concentrazione delle forze dell’ordine sulla zona centrale di prato, repulisti, arresti, titoloni sui quotidiani delle operazioni delle forze dell’ordine (a beneficio del popolo bue), e…….fine.  I quotidiani e i cittadini riferivano, che si stava delineando un nuovo e massiccio movimento di spacciatori in altre zone della città che prima dell’intervento della tv erano toccate marginalmente dal fenomeno. Piazza della stazione centrale e zone limitrofe. Piazza san domenico e zone limitrofe. Tant’è che in zona Viale vittorio veneto e piazza san marco i residenti e i commercianti fecero partire una petizione perchè avevano la percezione di essere in pericolo. Ma questa è un’altra storia. Ne ho già scritto abbondantemente in un altro articolo  (“E allora vogliamoci male”).

Continuavano le mirabolanti avventure degli arresti ma con una giustizia che fa acqua, con le depenalizzazioni, con i togati di manica larga, con lo svuotacarceri et similia, nessun delinquente, di fatto, si è mai fatto un giorno di carcere. La faccenda delicatissima dello spaccio era nota da svariati anni. E le forze dell’ordine  con le armi spuntate da una legge che non consente di prendere provvedimenti seri, definitivi nei confronti dei piccoli spacciatori, hanno sempre fatto il loro dovere: anche prima dell’intervento delle Iene.

Ma il punto è proprio questo: una legge che non incarcera i criminali non è d’aiuto nel risolvere le criticità di una città grande, importante, come Prato. Il decreto Renzi-Lorenzin sulla droga lascia in buona sostanza impuniti gli spacciatori di droga. Lo confermava la Cassazione nei giorni dello Svuotacarceri (ricordate il decreto???)  affermando che con gli sconti di pena introdotti a vantaggio degli spacciatori di droga, erano ricalcolate le condanne. Con la conseguenza che ci sarebbero stati più spacciatori impuniti e scarcerati agli angoli delle strade
ECCO PERCHE’ DOPO I BLITZ I PICCOLI SPACCIATORI PRATESI CONTINUANO ALLEGRAMENTE A SPACCIARE cambiando semplicemente la loro zona d’azione.

Cominciava così a profilarsi un’amara verità, quella che, fin da subito, ai cittadini più svegli, era chiara: le Iene non avevano risolto un bel niente.

Un fenomeno quello dello spaccio che non è possibile controllare se non con leggi adeguate e soprattutto certezza della pena per gli spacciatori. Un problema che per essere risolto deve contare sulla sinergia in campo di più forze: repressione dello spaccio insieme a recupero dei tossicodipendenti ed educazione dei giovani a partire dalle famiglie e nelle scuole.  La sola repressione con le leggi inadeguate che abbiamo evidentemente non basta. Questo sarebbe  comprensibile persino ad un bambino. Ma…..Gli ignoranti stanno conquistando il mondo perchè l’intelligenza non serve più. L’uomo se l’è lasciata alle spalle, come i peli che gli ricoprivano il corpo o la camminata a quattro zampe. Il segno più caratteristico dell’essere umano, quello che gli ha permesso di elevarsi dalla specie animale e, in una certa misura, di dominare il mondo, non è più necessario.

Ieri a distanza di 8 mesi le Iene son tornate in città. Hanno dovuto constatare che niente è cambiato. E come lo hanno scoperto??? Intervistando un tossicodipendente e uno spacciatore nigeriano……………E niente è cambiato per i motivi già descritti sopra: anche quando si riesca ad acciuffare il pusher, una volta che questi compare in tribunale, non esiste la certezza della pena e il delinquente è presto fuori. Gli sforzi delle forze dell’ordine sono vani. E’ una battaglia persa in partenza finchè ci saranno leggi farlocche e toghe di manica larga..

Quel gran applaudire di soltanto 8 mesi fa, si sta dissolvendo come neve al sole. E’ stata una magnifica, grande, bolla di sapone. Un’illusione di denuncia che, di fatto, alla città non ha portato beneficio alcuno  se non quello di aprire il fronte su un nuovo fenomeno: la migrazione degli spacciatori.

Abitanti di Pratham City: nessuna trasmissione televisiva vi salverà.

Ma adesso, se volete chiamare qualcun altro, c’è sempre il Gabibbo…..

Loana Fortin 

Foto di copertina: Notizie di prato.

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